Come primo punto all’ordine del giorno del Consiglio Municipale dello scorso 30 giugno vi era la ricognizione dei debiti fuori bilancio accumulati da Servizio Attività Tecniche della VI Municipalità a decorrere dal 1° gennaio fino al 31 maggio 2017. In questi primi cinque mesi dell’anno ci sono 51 debiti per un totale complessivo di 201.884,66 euro.

SCHEMA

Cosa sono chiamati a votare i consiglieri? È quanto il consigliere di FI Luigi Giliberti, con tutto il candore di un bambino, come se fosse nuovo a questa carica e non avesse mai effettuato votazioni simili, chiede al dirigente del SAT, l’arch. Aurino.

Cierro (PD) sottolinea che la municipalità è obbligata a fare debiti fuori bilancio in quanto l’amministrazione centrale non adempie al proprio dovere: ad esempio siamo stati costretti, dice Cierro, a far intervenire una ditta esterna per lo spurgo delle fogne perché il comune non ripara il parco auto.

Velotto (Democratici con Valente) arriva all’amara constatazione che a queste condizioni la Municipalità non serve. Quando ha svolto il ruolo di Consigliere di Circoscrizione, prima della formazione delle Municipalità, sottolinea Velotto, si riusciva a risolvere qualche problema, oggi invece sembra di dover scalare ogni volta una montagna.

Morga (PD) accusa l’amministrazione centrale di utilizzare lo strumento dei debiti fuori bilancio per poter restare in piedi. Questi ultimi infatti non gravano sul bilancio previsionale e possono essere pagati nel tempo consentendo al Comune di non fallire e restare nella condizione di predissesto.

Riccardi (Area Popolare) evidenzia che il grosso dei debiti sono dovuti a cause legate a incidenti stradali dovuti alla cattiva manutenzione della pubblica via.

Il Movimento Cinque Stelle lamenta il fatto che la documentazione relativa alla ricognizione dei debiti non sia stata inviata per email insieme alla lettera di convocazione del Consiglio: cosa che, a detta dei portavoce del M5S, avrebbe consentito una maggiore tranquillità nell’esame degli atti. Auspicano pertanto che in futuro gli stessi siano resi immediatamente disponibile.

Formisani (M5S) chiede chiarimenti in merito ai debiti generati dagli interventi di somma urgenza effettuati su alcune scuole. La consigliera vuole capire in base a quale criterio si decide di intervenire su una scuola piuttosto che su un’altra dal momento che tutte le scuole della VI Municipalità richiederebbero interventi urgenti.

Longobardi (M5S) tocca la questione relativa ai debiti fuori bilancio causati dai ritardi dell’Amministrazione Comunale nel pagare le ditte esecutrici dei lavori. È inaccettabile, sostiene Longobardi, che a causa di evidenti negligenze amministrative si è costretti a creare un debito che poi inevitabilmente ricade sui cittadini.

Il Vicepresidente Maglione, rispondendo ai Cinquestelle, sottolinea che la documentazione era consultabile presso gli uffici municipali ventiquattro ore prima del consiglio e che l’invio telematico dei documenti attualmente non è previsto dal regolamento municipale. La possibilità di inviare la documentazione tramite mail era già stata affrontata dal M5S e a quella richiesta il Presidente Boggia si era detto favorevole non vedendo nella richiesta alcun ostacolo. In merito alla domanda fatta dal consigliere Giliberti il Vicepresidente chiarisce che quello su cui il consiglio è chiamato ad esprimersi non è l’approvazione dei debiti ma la loro ricognizione: la costatazione di un dato di fatto.

Prende quindi la parola il responsabile del S.A.T., l’architetto Aurino. L’architetto sottolinea che la responsabilità di tali debiti è tutta in capo al S.A.T. e al dirigente: nulla è attribuibile ai consiglieri.  Su 51 debiti fuori bilancio 47 sono dovuti a contenziosi per cause che l’amministrazione ha perso contro privati cittadini che hanno subito un danno derivato dal cattivo stato della rete stradale di competenza municipale.

Per quanto riguarda lo strumento della somma urgenza relativa agli interventi su alcuni edifici scolastici Aurino specifica che la responsabilità è del R.U.P., responsabile unico del procedimento, che la propone al dirigente che a sua volta la manda in approvazione con tutta la documentazione del caso alla Giunta Comunale che, infine, approva gli interventi in Consiglio Comunale. Gli interventi fatti in somma urgenza, di cui oggi si chiede la ricognizione,  sono diventati debito fuori bilancio nel momento in cui il Comune non li ha approvati nei tempi utili, ovvero nei trenta giorni dalla proposta da parte del R.U.P., ciò rende impossibile il pagamento dei lavori che si trasforma in debito fuori bilancio. Questo è quello che avviene nell’80, 90% dei casi. Per quanto riguarda invece il motivo per cui si interviene con somma urgenza su una scuola piuttosto che su un’altra, Aurino chiarisce che il discrimine è legato al fatto che il mancato intervento potrebbe causare la chiusura della scuola. Laddove non vi è la necessita e il problema si può superare in altro modo, ad esempio chiudendo un aula, non si interviene con lo strumento della somma urgenza.

Per la questione dei debiti generati ai ritardi di pagamento, il responsabile del S.A.T. osserva che questo dipende dai ritardi dell’amministrazione centrale: il Servizio Tecnico, chiarisce Aurino, trasmette lo stato di avanzamento dei lavori necessario a far pagare l’impresa esecutrice. A quel punto spetta all’amministrazione provvedere al pagamento. In genere, se si tratta di fondi della Cassa Depositi e Prestiti, i tempi di pagamento di sei dieci mesi; se si tratta di fondi di bilancio l’impresa può arrivare ad aspettare anche due anni.

Il Movimento Cinque Stelle ha votato sfavorevolmente perché non è giusto che a pagare l’incapacità amministrativa di chi non rispetta i termini di pagamento pattuiti siano i cittadini. I tre consiglieri annunciano un esposto alla Corte dei Conti per presunto danno erariale. Se ci saranno delle responsabilità amministrative sarà tale organo a deciderlo.

Venti i consiglieri presenti, la ricognizione passa a maggioranza, 12 favorevoli, 4 astenuti e 4 contrari.

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