La “non crisi” dei rifiuti a Napoli

La “non crisi” dei rifiuti a Napoli
Non si dice “dissesto” ma “predissesto” e poco importa se è una condizione che per la legge non esiste.
Non si dice “inceneritore” ma “termovalorizzatore”, così come è meglio parlare di “compostaggio” anzichè di biodigestore” anche se è quello l’impianto realmente previsto a Napoli Est.
É il vocabolario dell’amministrazione rassicurante che dice una cosa ma ne fa un’altra. Ultimo caso in ordine di tempo è la “crisi” dei rifiuti o  sarebbe meglio dire, utilizzando il vocabolario rassicurante dei nostri amministratori, “rallentamento” della raccolta.
Lo annuncia Iacotucci sulla pagina fb di ASIA
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dichiarazione di Francesco Iacotucci Amministratore Unico di ASIA pubblicata sulla pagina facebook di ASIA il 4 Maggio 2018
Peccato che solo qualche giorno fa la stessa ASIA aveva inviato al Comune di Napoli una nota in cui evidenziava i gravi ritardi nella raccolta dei rifiuti e chiedeva un incontro per evitare il BLOCCO DEL SERVIZIO.
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Nota 305/18 del 10 aprile 2018 con cui ASIA segnala le dofficoltà nella raccolta ordinaria dei rifiuti
A quella richiesta il Sindaco ha risposto autorizzando “…l’Asia Napoli spa ad utilizzare parte delle aree del centro di raccolta sito in via nuova delle Brecce 175 (ex-ICM) per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti, per un tempo di 60 giorni”
comune
Ordinanza del Sindaco del 19 aprile 2018
E così il Sindaco Luigi de Magistris sceglie ancora la periferia est per risolvere una “non crisi” dei rifiuti. Nel frattempo il territorio cerca di capire cosa è il Biodigestore e cosa prevede il ciclo integrato dei rifiuti in un piano d’ambito che a quanto pare non esiste e che sarebbe dovuto essere redatto dall’ ATO1 che ancora non si è costituita nonostante siano passati già due anni dalla legge regionale che l’aveva previsto.
Da 19 aprile scorso, data dell’ordinanza del Sindaco, ASIA sta  quindi utilizzando l’area di via nuova delle Brecce a Barra per sopperire alla “non crisi” dei rifiuti.
Questi arriveranno a Napoli Est almeno fino a Giugno salvo proroghe dell’ordinanza stessa o ovviamente salvo il prolungarsi della non crisi dei rifiuti di Napoli.
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Compostaggio Napoli Est: risponde il M5S

Compostaggio Napoli Est: risponde il M5S

Lo scorso 28 febbraio si è tenuto nel teatro Mario Scarpetta di Ponticelli un incontro pubblico organizzato dal M5S per affrontare alcune problematiche relative allo sviluppo di  Napoli est e nello specifico i temi dell’ambiente, del lavoro e della scuola. All’incontro, moderato dal consigliere M5S della VI Municipalità Pasquale Longobardi, sono intervenuti Paola Nugnes, Robero Fico, Franco Ortolani, e Valeria (Rina) De Lorenzo.

Date le recentissime vicende inerenti la realizzazione dell’impianto per il trattamento dei rifiuti che Comune di Napoli e Regione Campania stanno progettando di realizzare a Napoli Est, era inevitabile che la questione ambientale venisse subito messa al centro del dibattito. Si sviluppa un vero e proprio confronto a distanza con il Vicesindaco di Napoli, Raffaele del Giudice, che solo pochi giorni prima aveva preso parte a un incontro pubblico con i cittadini tenutosi negli spazi della metropolitana di Gianturco.

Franco Ortolani, neo-eletto del M5S al Senato, si chiede chi abbia deciso che l’impianto di biodigestione possa essere realizzato a Napoli Est. Il neo Senatore, ancora non insediato, sostiene che qualcuno deve averlo già deciso, deve darlo per certo dal momento che il Comune di Napoli ha bandito una gara per affidarne la progettazione e quindi sta già spendendo denari pubblici. Ortolani in pratica sostiene che non sarebbe saggio investire denaro su un impianto di cui non si abbia certezza. Inoltre, pone l’accento su un aspetto non secondario: la bonifica dell’area est di Napoli. Il sito in cui dovrebbe sorgere il biodigestore, infatti, rientra all’interno di un’area SIN, sito di interesse nazionale, per la quale prima di ogni cosa andrebbe garantita la bonifica.

Più specifico è l’intervento di Paola Nugnes, architetto già Senatrice della Repubblica nella scorsa legislatura e appena riconfermata dall’ultima tornata elettorale. La Nugnes smentisce quanto sostenuto dal Vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, circa l’assenza di differenza tra compostaggio e digestione.

La Nugnes, al contrario di quanto affermato dal Vicesindaco, sostiene che i due processi di trattamento della frazione umida siano completamente differenti. Il compostaggio aerobico prevede, sottolinea Nugnes, che l’umido da raccolta differenziata, l’RSU, ovvero solo gli scarti da cucina e la sfalciatura del verde venga trattato in maniera naturale in presenza di ossigeno per la produzione di compost, mentre nel trattamento anaerobico o di digestione il rifiuto viene lavorato in assenza di ossigeno con una finalità diversa dalla produzione del compost. Per la Senatrice il fine ultimo nel processo di digestione anaerobica è la produzione di gas che è – sottolinea – incentivata dallo Stato. Il prodotto di questo tipo di lavorazione, il digestato, è un rifiuto che può essere compostato o in alternativa va smaltito in discarica.

La differenza sostanziale sta nel fine: chi ha come scopo la produzione di compost farà molta attenzione al rifiuto che viene introdotto nell’impianto perché dalla sua qualità dipenderà la qualità del prodotto finale ovvero il compost. Se questo non è di buona qualità non trova acquirenti sul mercato. Se, invece, dice la Nugnes, il fine è la produzione di gas, il gestore dell’impianto sarà meno interessato alla qualità del rifiuto che viene portato all’impianto perché da questo non dipende la produzione del gas.

Questo, sostiene la senatrice, è il motivo per il quale l’impianto di digestione realizzato a Salerno da De Luca è stato posto sotto sequestro dalla magistratura. In quell’impianto veniva di fatto trattato non l’umido prodotto dalla raccolta differenziata ma l’indifferenziato come certificato dai codici CER e oltre al gas per il quale il gestore riceveva l’incentivo veniva prodotta una gran quantità di percolato e digestato che doveva finire in discarica. Un altro punto su cui poi occorre riflettere, dice la senatrice, è rappresentato dalle emissioni in atmosfera: seppure queste non costituiscono un elemento fortemente impattante per l’ambiente, vanno comunque considerate.

Relativamente alle competenze riguardo i processi di bonifica dell’area est di Napoli la Nugnes ribadisce che il Comune di Napoli è parte integrante nel processo attuativo e a conferma di ciò riferisce che il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, venuto in udienza nella bicamerale rifiuti, ha affermato di aver realizzato numerosi decreti attuativi. Questi, riferisce la senatrice, sono un primo passo per la bonifica delle aree inquinate che fa capo al Comune ma non rappresentano la soluzione. Difatti sono un passo della burocrazia e riguardano la sola messa in sicurezza delle aree inquinate di Napoli Est ma non la vera e propria bonifica. La bonifica di Napoli Est, sostiene Nugnes, deve passare necessariamente per la delocalizzazione della darsena petroli presente a San Giovanni a Teduccio: senza questa non si potrà mai avviare una seria bonifica dell’area e fin quando il responsabile del porto di Napoli, Pietro Spirito, si ostina a definire la faccenda una “questione oziosa” saremo lontani dalla soluzione.

Le posizioni emerse dai due incontri sono quindi diametralmente opposte. Al centro ci siamo noi cittadini che chiediamo, senza ancora averla ottenuta, chiarezza sul tema. A parlare dovrebbero essere i tecnici più che i politici perché il tema è estremamente tecnico e difficile da masticare per la maggior parte dei cittadini. La sola mancanza di chiarezza e trasparenza, purtroppo, alimenta il sospetto dei cittadini.

I cittadini attendono l’incontro promosso da ZETA a cui è stato invitato nuovamente il Vicesindaco.

 

Napoli Est, trattamento rifiuti: parla Raffaele Del Giudice

Napoli Est, trattamento rifiuti: parla Raffaele Del Giudice

Dietro la spinta dei cittadini ma anche per volontà dello stesso Vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, lo scorso giovedì 22 febbraio si è tenuto presso la stazione ferroviaria di Gianturco, nella sede di iBar Academy Italia, un incontro incentrato sulla questione dell’impianto per il  trattamento dei rifiuti che Comune di Napoli e la Regione Campania intendono realizzare a Napoli Est in via Domenico De Roberto nel quartiere Ponticelli. A causa della scarsa comunicazione istituzionale da parte di palazzo San Giacomo, ammessa dallo stesso Vicesindaco, il clima intorno al tema si sta surriscaldando non poco in questo periodo e l’incontro di giovedì era finalizzato a far chiarezza: “Non dobbiamo convincere nessuno” dice Carmine Stabile, consigliere della IV Municipalità presentando il Vicesindaco ai cittadini intervenuti.

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Il Natale negato

Il Natale negato

Ricorderete la storia degli alberelli di natale dello scorso anno e di quanto i nostri baldi consiglieri municipali si impegnarono per donare un albero a ogni quartiere della VI Municipalità. Un pasticcio, uno dei tanti. Si doveva decidere dove collocare otto alberelli di natale donati dalla Forestale. L’intento era quello di organizzare una festa per la piantumazione di ogni albero in cui coinvolgere i bambini delle scuole del territorio: si voleva fare in modo che l’alberello, simbolo della vita, rimanesse sul territorio. Quando la forestale consegnò gli alberi ci si accorse dell’amara sorpresa: erano senza radici, non avrebbero superato il Natale.

I consiglieri si resero conto di non aver comunicato alla Forestale la volontà di avere alberi con le radici e magari di chiedere anche una specie che si sarebbe potuta adattare al clima partenopeo. Qualcuno propose addirittura di rispedirli al mittente come se la colpa fosse stata della Forestale. Alla fine prevalse il buon senso e gli alberelli furono collocati per le strade e le piazze della periferia orientale.

Uno di questi alberelli fu protagonista di un evento che rientrava nel programma del comune di Napoli “Un Natale per tutti”: è l’alberello destinato al Rione Conocal.

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Il Comune di Napoli voleva cogliere l’occasione del Natale per dare un segnale forte a un territorio troppo spesso sbattuto sulle prime pagine di giornali e TV per fatti delittuosi legati alla malavita e in cui molti cittadini si sentono abbandonati.

La festa ci fu. Cori e canti natalizi non mancarono. Ampia fu la partecipazione dei bambini e delle istituzioni. In prima fila l’assessore Alessandra Clemente che trasmise in diretta l’evento sul suo profilo facebook.

Tutti dovevano sapere che il comune di Napoli per la periferia c’era e che il Natale non era solo via Caracciolo con l’imponente N’Albero.

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Quest’anno le cose sono andate diversamente. La VI Municipalità non è stata capace nemmeno di emettere il bando per i mercatini natalizi e i soldi per le luminarie messi a disposizione del Comune sono stati pochi oltre a essere arrivati fuori tempo limite.

Ma che fine hanno fatto quegli alberelli? Ovviamente sono morti e sono rimasti a far bella mostra di sé, si fa per dire, nelle strade e nelle piazze. Da simbolo di festa e di rinascita sono diventati simbolo di degrado e di abbandono.

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29 dicembre 2017. Il simbolo del Natale passato al Rione Conocal di Ponticelli

Oggi, a distanza di un anno al Rione Conocal, resiste l’ultimo alberello proprio là dove le amministrazioni, comunale e municipale, volevano dare un segnale, ovvero dimostrare la propria attenzione e la propria vicinanza. Oggi quell’albero è un oltraggio alla periferia, il segno che, al di là degli spot pubblicitari di questa amministrazione, noi per Napoli non esistiamo.

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Non è compostaggio.

Non è compostaggio.

A quanto pare la crisi dei rifiuti a Napoli non è stata mai risolta, al massimo ci si è messa una pezza a colore, rigorosamente arancione. A metterlo nero su bianco, nella delibera n.542, è la stessa Giunta Comunale e l’Assessore all’Ambiente Raffaele del Giudice. “lo sforzo portato avanti in questi anni per incrementare fortemente la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani […] ha consentito un significativo incremento delle percentuali ancora lontane dagli obiettivi posti”. Continue reading “Non è compostaggio.”

SHAKE IT UP!

SHAKE IT UP!

We are one step closer from the great sporting event that the city of Naples will organize.  The XXX edition of the Universiade will take place in the summer 2019. Why Naples? It is easy to say . After the  withdrawal of Brasilia,  Naples was the only city  to claim  this sport events ,  one of the few international sporting events that Italy in the coming years will host.  (qui la versione in italiano)

Is Naples ready to face  a such relevant international sporting event? Looking at what has been achieved in the city that preceded us, Taipei, I have some doubts. Our sports facilities are in bad situation,  some of them has never been restructured or refurbished . There’s little time!:Some newspapers speak of mammoth task.

From March 5, 2016, when the city of Naples was chosen to host the next summer edition of the Universiade, 21 months have passed  to organization  just came out!  Today,  the plants in which the competitions will take place are not yet available and many of these, such as the Scandone Pool  will only be available only from May 2018. This choice is necessary to allow the ordinary running of outstanding sports activities.

From the moment the work starts on the start of the games, scheduled for July 3, 2019, Naples will have little more than a year to act and to make the sports facilities  to a standard requested  by  international standards,  standards  from which they  are miles away. Are we sure that’ll do it?

Scandone pool is one of the emblems of this sad story. The plant of the Mediterranean Games Avenue was inaugurated in 1963 during the 4th edition of the Mediterranean Games. Currently,Scandone pool  is one of the few Italian swimming facilities that can boast a double grandstand: not even the swimming stadium in Riccione,where so many  International competitions took  place. In order to carry out international competitions it is necessary to provide the plant with a second Olympic pool (50 meters) close to the existing building. The pool will be built in the area adjacent to the Cinodromo which has recently been cleaned up.

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The whole area where the swimming pool is located, including the area of ​​the former Cinodromo, is under  archaeological restrictions. It might possible to find under the surface,  the remains of Roman bath as it happened during the construction of the close Mostra d’Oltremare.

The municipality’s technicians assure  that all the necessary studies and investigations, including sanitation inspections, have been conducted. We should therefore be safe from what happened, for example, during  the construction of the subway station in Piazza Municipio  and against the danger of stretching the time for ending the work.

What is the current situation of the Fuorigrotta plant is well known. On February, 6,  2015 the Newspaper Il Mattino titled “Scandal Scandone”. It’s  raining inside the pool, cold temperatures.  Acquachiara waterpolo team launches the SOS to the City”

scandalo scandone

Furthermore  I’am Naples web site titled ” It’s  raining inside the pool. Mr De Crescenzo (Acquachiara manager ) : We feel neglected, tomorrow will be the derby”

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More recently we remember the spat between the swimming star Federica Pellegrini and the City assessor  for Sport Ciro Borriello during the third edition of the Swimming Grand Prix organized at the Scandone Pool  in May 2017.

mattino

Who used to attend the plant daily do not need newspapers to know the truth.

This is a small photo report of how the facility  of Giochi del Mediterraneo avenue has been reduced after   many years of negligence by the City of Naples and managerial failure. There are responsibilities that invest all the last different City administrations . Today the regret of assessor  Borriello regarding the comment of Federica Pellegrini.  : we need concrete resolutions  and as a Neapolitan citizen, despite the many doubts about what is happening,  I cheer for my city to which, compared to what has not been done in past, today we are asking for an exessive effort. (qui la versione in italiano)

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FATE PRESTO

FATE PRESTO

Siamo a un passo dal grande evento sportivo a cui la città di Napoli parteciperà. La XXX edizione delle Universiadi estive si svolgerà nel 2019. Perché la scelta sia ricaduta su Napoli è presto detto:  dopo la rinuncia di Brasilia, Napoli era rimasta sola a contendersi quello che resta uno dei pochi eventi sportivi internazionali che si svolgeranno in Italia nei prossimi anni. (Here the English version)

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