San Gennaro pensaci tu.

San Gennaro pensaci tu.

Il 10 novembre 2017 presso l’aula di via Atripaldi a San Giovanni a Teduccio si è tenuto un consiglio monotematico incentrato sugli interventi previsti negli impianti sportivi del sesto municipio di Napoli selezionati per ospitare la prossima edizione delle Summer Universiadi che si svolgeranno a Napoli a luglio del 2019. A illustrare i progetti interviene l’Assessore allo sport del Comune di Napoli Ciro Borriello e il tecnico comunale, l’arch. Genoveffa Acampora.

Nella VI Municipalità sono stati individuati quattro impianti sportivi da riqualificare in vista dell’importante evento sportivo: il Palavesuvio, Il Pala Dennerlein, il campo sportivo Giorgio Ascarelli e lo Stadio Caduti di Brema. Le condizioni in cui versano gli impianti non sono buone e, infatti, come dichiara lo stesso Assessore, per i due palazzetti si è arrivati in passato alla chiusura a seguito delle indagini della Procura e degli accertamenti dei vigili del fuoco che hanno rivelato la totale mancanza di requisiti di sicurezza imprescindibili a garantire il regolare svolgimento delle attività previste nei due palazzetti. Continue reading “San Gennaro pensaci tu.”

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Palavesuvio, la grazia delle Universiadi.

Palavesuvio, la grazia delle Universiadi.

L’ennesima puntata della storia infinita del Palavesuvio non vede ancora la parola fine. Il raggiungimento di una normalità che tutti auspicano è rinviato nel 2019.

Ricordiamo brevemente come sono andati i fatti. La concessione con cui la struttura era affidata al CONI scade nel 2011 e viene prorogata sino al 2013. Scaduta anche questa il Comune invita le società che “occupano” l’impianto a presentare uno studio di fattibilità per poter ottenere la gestione come indicato dalla legge n.147/2003. Lo studio di fattibilità viene regolarmente presentato nel 2015 ma resta chiuso in un cassetto a prendere polvere. Nel 2016 la Procura della Repubblica fa visita all’Assessorato allo sport per acquisire gli atti legati alla gestione dell’impianto e, successivamente a una visita ispettiva del dipartimento do prevenzione e sicurezza dell’Asl mercoledì 12 ottobre 2016, il Palavesuvio viene chiuso. Alla fine del 2016 viene riaperto per poi essere nuovamente chiuso ad Aprile del 2017. In questi anni la gestione dell’impianto è stata assicurata da alcune società che, pur non avendo titolo per farlo, hanno eseguito sia la manutenzione ordinaria che quella straordinaria consentendo al palazzetto di poter funzionare.

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Villa Letizia, la cura peggiore della malattia

Villa Letizia, la cura peggiore della malattia

Qualche settimana fa andai nel parco di Villa Letizia dopo aver visto un post su facebook della consigliera di maggioranza PD Concetta Viscovo che ne annunciava l’inizio dei lavori di pulizia. A quel post ne sono seguiti molti altri che ci informavano dell’andamento dei lavori.

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Lì trovai il Presidente della VI Municipalità Salvatore Boggia (PD), l’Assessore municipale con deleghe all’Ambiente e al Territorio Pasquale Farinelli (PD), la consigliera Viscovo (PD), la consigliera di opposizione Anna D’Ambrosio (Verdi) e un paio di operatori tra cui il marito della consigliera Viscovo. In quell’occasione il Presidente Boggia ci tenne a precisare che l’intervento era frutto di volontari. Aggiunse anche che erano stati interpellati sia il Vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, che l’Assessore comunale ai parchi e giardini, Maria D’Ambrosio (Verdi), che non era presente all’inizio dei lavori sebbene avesse dato tutta la sua disponibilità. Il Presidente, inoltre, precisò che non era sua intenzione utilizzare quell’intervento per fare propaganda politica: “non ne ho bisogno, io sono il Presidente scelto dalla maggioranza dei cittadini”.

Sono tornato nel parco dopo qualche giorno e ho trovato sempre pochi uomini a lavoro davanti a un’impresa titanica viste le dimensioni del parco e le sue condizioni. Boggia si mostrava consapevole dell’enorme lavoro che bisognava fare per restituire il parco ai cittadini e per questo aveva interpellato anche la Protezione Civile per l’invio di mezzi adeguati di cui la Municipalità non dispone. I lavori “programmati” riguardano solo la parte del parco antistante Villa Letizia mentre su quello limitrofo, sottolinea Boggia, non si può intervenire in quanto si attende l’intervento del Comune che non ha ancora caratterizzato i rifiuti sversati illecitamente negli anni.

Ma cosa succede nel parco? Chi sta veramente intervenendo? Boggia non vuole intestarsene la paternità, sottolineando più volte che i lavori sono opera di volontari: di chi è la responsabilità di quello che si fa?

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Circa un mese fa, il 17 giugno scorso, un albero ad alto fusto, la cui cura quindi non compete alla Municipalità, era stato abbattuto alla presenza del Presidente Boggia e dell’Assessore Farinelli. Ho assistito personalmente all’accaduto. Mi ero chiesto chi avesse autorizzato quell’intervento. Per quel che ne so serve la perizia di un agronomo che accerti o la morte o la pericolosità della pianta dovuta alla sua instabilità per poterla abbattere: quel giorno di agronomi non ne ho visti e, seppure fossero stati presenti, non avrebbero avuto certo il tempo di redigere una perizia e di farla approvare da chi ne ha l’autorità. Difficile quindi credere che quell’albero sia stato abbattuto a seguito di una perizia tecnica da parte di un agronomo. Chi ha autorizzzato quell’abbattimento e quelli successivi? L’ipotesi di possibili “bracconieri” del legno mi pare poco plausibile. Perchè questi sarebbero dovuti intervenire proprio ora quando il parco è frequentato dai volontari guidati dal Presidente e dalla Giunta e non prima quando avrebbero avuto gioco facile visto che il parco è stato lasciato incustodito per anni; e se fossero stati loro vi pare che avrebbero lasciato a terra il bottino?

Nel quartiere le voci girano e si parla di altre piante abbattute: quindi ieri sono tornato nel parco il cui accesso resta ancora libero a tutti nonostante l’evidente pericolosità. Molti alberi sono stati marchiati con la vernice blu o bianca e su uno compare la scritta “R”; almeno tre gli alberi abbattuti: su questi, però, non ho visto alcun marchio.

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Chi sta decidendo della vita e della morte degli alberi? Chi sta guidando le operazioni di potatura e abbattimento? È opera dei volontari? Se si, con quale qualifica? Lo sta facendo la Giunta Municipale? E con quale autorità interviene su alberi di cui non ha competenza? Intanto ieri sera nel parco è stato appiccato ancora un rogo.

Caro Presidente Boggia, qui non si tratta di mettere il cappello su un intervento che arriva con molto ritardo da parte del parlamentino locale. Sono dieci gli anni a gestione PD della VI Municipalità. Prima di lei per ben due mandati Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio sono stati guidati dalla Presidente Cozzino, sua compagna di partito, e tra i suoi consiglieri c’era anche la Verde Maria D’ambrosio, attuale Assessore ai parchi e giardini del Comune di Napoli. Non si tratta di prendersi il merito ma di assumersi le responsabilità di ciò che si sta facendo.

Il suo Assessore all’Ambiente tempo fa senti la necessità di uscire con un comunicato stampa per difendere una funzionaria pubblica, a suo avviso, offesa per un mio articolo sul blog e tempo prima tutta la Giunta ha fatto un comunicato per pubblicizzare l’operato della sua maggioranza.

Caro Presidente non crede sarebbe il caso di chiarire chi e in che modo sta operando in Villa Letizia?  Come mai gli organi municipali (la Commissione Ambiente e il Consiglio, in primis) non sono ufficialmente coinvolti nelle decisioni che hanno portato a eseguire questo intervento?

Intanto venerdì 7 luglio la capogruppo del M5S, Tina Formisani, ha protocollato al Comune di Napoli una petizione firmata da più di 500 cittadini per chiedere, tra le altre cose, anche la realizzazione di un serio progetto di riqualificazione delle aree concordato con la Soprintendenza e la Fondazione per le Ville Vesuviane non riconoscendo evidentemente leciti gli interventi che si stanno portando avanti e per avere chiarezza su quanto sta succedendo stanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica.

Qui il video del sopralluogo dello scorso 11 Luglio.

Il Palavesuvio non è solo

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Lunedi 17.10.2016, a seguito alla chiusura del Palavesuvio di Ponticelli avvenuta mercoledì 12.10.2016, si è riunita presso il Comune di Napoli la COMMISSIONE SPORT presieduta da Carmine Sgambati.

Per dovere di cronaca è giusto precisare che si doveva trattare di una semplice audizione delle associazioni sportive presenti nell’importante palazzetto dello sport di via Argine invitate a chiarire l’accaduto.

Di fatto poi, vista l’ampia partecipazione dei consiglieri comunali e l’importanza della tematica, l’audizione si è trasformata in una vera e propria commissione.

Sono intervenuti i rappresentanti delle società Gennaro Nappo per A. S. D. Molinari Volley Ponticelli e Gennaro Parlati per Nippon Club; assente il concessionario dell’impianto Gabriele D’annunzio. Continue reading “Il Palavesuvio non è solo”

Regionali Nuoto Master Campania 2015 – una pessima figura!

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I Regionali campani  di nuoto master si concludono oggi 22 febbraio 2015, tra le polemiche di molti partecipanti circa l’organizzazione dell’evento svoltosi  alla Piscina Felice Scandone di Napoli.
Stavolta a far discutere non sono state le condizioni precarie dell’impianto partenopeo che da anni ormai non trovano soluzione. Ci si è cosi abituati al degrado e alla fatiscenza dell’impianto partenopeo che ormai non si polemizza neanche più!
A suscitare il malcontento di molti partecipanti alla competizione stavolta è stata la mancanza di professionalità con cui è stato organizzato l’intero evento.
Il calendario delle gare è cambiato più volte sino ad arrivare alla soluzione che prevedeva  tre giornate di gare, due svoltesi  il fine settimana scorso, il 14 e il 15 Febbraio, e una oggi 22 febbraio 2015.
La gioranta di oggi prevedeva prima della pausa pomeridiana lo svolgimento dei 400 SL e invece, a sorpresa, la gara viene spostata nel pomeriggio dopo la pausa.
Causa una partita di pallanuoto.
Pressato dalle proteste di molti partecipanti l’organizzatore dell’evento il sig. Carlo Ferraioli ha affermato che la responsabilità non poteva attribuirsi agli organizzatori dell’evento in quanto questi non erano informati della partita di pallanuoto,  cosa a cui è difficile credere in quanto persino un gruppo di aringhe del mar Baltico sapeva da più di una settimana della partita.
Ma volendo credere alle parole del sig. Ferraioli, anche se le aringhe non ci stanno, il fatto resta comunque grave. Non è ammissibile che chi organizza un evento del genere non sia informato degli eventi previsti nell’impianto scelto come campo gare dei regionali di nuoto campani.
Ai  400 SL  erano iscritti circa 100 partecipanti e di questi  poco più della metà sono riusciti a svolgere la gara.
Ricordiamo che il circuito master è costituito soprattutto da non professionisti, persone che fanno sacrifici per potersi allenare e preparare la propria gara in vista di un evento come i regionali.
Molti  si erano organizzati in maniera tale da poter essere presenti per i 400 SL, ma l’improvviso cambio di programma ha vanificato la loro organizzazione e tutto il tempo dedicato alla preparazione della gara, costringendoli, loro malgrado, a rinunciare a disputare i 400 SL.
Alcuni hanno fatto un ennesimo sforzo chiedendo un sacrificio ulteriore a se stessi e ai propri cari e hanno disputato la gara in una condizione psicologica non certo favorevole.  Non deve essere il massimo sveglairsi di buon mattino, sotto il temporale arrivare puntuali alla Scandone, fare il riscaldamento per poter gareggiare prima della pausa pomeridiana e poi, vedersi  spostare la gara al primo pomeriggio con buona pace del riscaldamento!
Meritano un applauso ulteriore, perché hanno consentito allo spettacolo di andare avanti nonostante il pressapochismo e l’inettitudine degli organizzatori, ma non gli si può chiedere anche di festeggiare. La loro prestazione è stata senza dubbio alterata.
Mi sarei aspettato una vigorosa protesta da parte di tutte le società partecipanti, avrebbero dovuto protestare, avrebbero dovuto tutelare i tanti atleti, che non hanno potuto gareggiare nel pomeriggio. Avrebbero dovuto pensare meno ai loro interessi e più ai propri atleti. Un risultato falsato dalla pessima organizzazione, una pessima figura per il nuoto campano.
Se continua di questo passo non avrà più senso partecipare ai Regionali Campani di nuoto master, e vincerli non sarà certo motivo di vanto!
Mi auguro che la cosa non finisca qui e che le società tutelino, nelle opportune sedi,  i loro atleti, la loro passione il loro sacrificio e soprattutto il loro amore per questo sport.
E’ semplicemente un atto dovuto!
Chi fa questo sport lo fa soprattutto spinto dalla passione e dall’amore e, spesso, lo fa con enormi sacrifici. Chi ha organizzato l’evento ha dimostrato che per loro, noi atleti siamo solo una quota d’iscrizione, non ha mostrato il minimo rispetto per i nostri sacrifici e per l’impegno e la dedizione di chi ci allena.

E’ soprattutto questo ad essere insopportabile !